domenica 31 dicembre 2006

IL MIO GIORNALE ECCO COS'E'

Abbiamo presentato con poche parole Il Mio Giornale, organo di stampa dell'Associazione no profit "Il Granello di Sale" ma ci torniamo sopra, perché sono davvero troppo poche per spiegare il lavoro svolto in questi tre anni dalla nostra redazione. Intanto ci piace precisare che proviamo a fare informazione, senza filtri e compromessi eccessivi. Il nostro è un giornale piccolo, ma libero, scevro da condizionamenti vari, non riceve finanziamenti pubblici, non appartiene a gruppi politici, partiti e via dicendo. E' un organo di stampa associativo che si autofinanzia, per questo motivo stenta ad andare avanti ed ha bisogno del sostegno di tutti per crescere. Il nostro giornale viene distribuito in Mugello, ma spedito in giro per il mondo ed accoglie il contributo di chiunque voglia scrivere cose sensate, anche se magari non in linea con le nostre idee, anzi che ben vengano quelle degli altri che ci offrono la possibilità di un confronto; necessitiamo anche di critiche, purché costruttive, di commenti, di articoli. Ci occupiamo di ambiente, abusi e soprusi, salute, bellezza, viaggi, cucina, sport, musica, spettacoli, bambini... Siamo convinti che "una risata vi seppellirà" sia uno slogan attualissimo e che la leggerezza sia il modo migliore per affrontare un mondo dove spesso la realtà supera, in brutture, l'umana immaginazione, dove le dinamiche relazionali sono infarcite di ipocrisia; un mondo che definire pesante è un eufemismo. Ecco: una cosa per noi è di sostanziale importanza, vorremmo, con il nostro organo d'informazione, cercare di rendere migliore il mondo nel quale viviamo e per fare questo crediamo occorra l'impegno e la serietà di tutti, (ma essere seri non significa essere seriosi). Ci date una mano? Scrivete alla redazione: ilmiogiornale@infinito.it per denunciare quello che non va, gli illeciti, gli abusi di ogni tipo, ma anche le cose che invece sono belle, le notizie buone, quelle che mettono allegria e colorano la vita di ogni giorno con pennellate d'ottimismo. Abbonatevi al nostro giornale, inviate le vostre opinioni in questo post e...Buon anno a tutti!
La redazione

lunedì 25 dicembre 2006

Luca Calvani un ragazzo perbene

Ho incontrato Luca Calvani, il vincitore della quarta edizione dell’ isola dei famosi. Devo dire che in tv mi aveva fatto un’ impressione, positiva, pulita, da ragazzo …perbene. L’ho accompagnato per un’ora, durante la visita all’Outlet di Barberino, assieme al suo staff, e soprattutto alla disponibilissima Francesca, (sì proprio quella Francesca di cui senz’altro sapete). Ho visto ragazze con occhi languidi, ho notato nonne estasiate, che guardavano quell’ex naufrago come un loro caro nipote. E lui? Beh, mi ha colpito il suo atteggiamento umile, accompagnato da una bellezza prepotente. Chiacchierando gli ho detto che con quella barba ed il viso magro, (colpa dei 17 kg persi in Honduras) somigliava a Gesù Cristo. Poi però ho scoperto un altro tipo di bellezza: quell’interiore, che vorrei conosceste anche voi leggendo questa intervista.
D- Luca, mi spieghi cos’hai combinato? Piaci a tre generazioni di donne, te l’aspettavi tutto questo successo?
R- No! Non me lo aspettavo. E’ un abbraccio caldo, che non mi stritola ed è una situazione che mi lusinga molto. Penso che una persona possa fare due cose nella vita, predicare o razzolare, io sull’isola ho scelto la seconda, anche perché era il modo migliore per combattere la noia, la depressione e la rabbia che ti assalivano. La noia era anche un senso di solitudine e di sofferenza da parte del gruppo, specie per chi come me, era spesso isolato.
D- Rifaresti un’esperienza del genere? –
R- Sì, ma non subito, l’Isola dei famosi è stato un viaggio importante, l’autrice Tiziana Martinengo me lo aveva anticipato. Con me avevano investito molto, prendendo un personaggio che in Italia viveva nel sottobosco artistico, avevo fatto cose molto importanti in America, ma in Italia il mio livello di popolarità era quasi a zero e l’Isola era sempre stato un reality che selezionava principalmente dei concorrenti popolari; con me invece hanno fatto una scelta di cuore ed ora è bello vederli gioire della mia vittoria finale.
D- Seguendo le trasmissioni, ho notato in te un grosso cambio di personalità, ovvero ti ho visto iniziare l’avventura in una certa maniera e mi è sembrato che poi, giorno dopo giorno, tu stessi acquisendo una certa spiritualità…
R- Vedi l’isola ti permetteva di fare un grande silenzio intorno. Penso che la spiritualità sia una cosa molto intima e sinceramente non mi piace parlarne, ma farò un’eccezione. Sono cresciuto in parrocchia, pregando, perché la fede è un regalo che mi è stato dato dalla mia famiglia, fede che con gli anni perdevo e ritrovavo in tempi non sospetti. A diciotto anni sono andato a vivere in America, dove lì era tutto diverso, avevo perso certe abitudini come quella di andare alla Messa. Naturalmente a trentatré anni un uomo se vuole, acquisisce una certa percezione di quelli che sono i segnali che la vita ti dà, e che puoi riferire alla spiritualità ed al contatto con quest’energia superiore… che sia una chiesa o una croce. La fede per me è sempre esistita, magari l’isola con i suoi silenzi me l’ha amplificata ancor di più, mi ha dato la possibilità di raccogliermi in me stesso ed aderire in maniera più compatta alla mia anima. E, nonostante i vari complotti che facevano parte del gioco mi ritrovavo più forte sentendo una protezione che veniva dall’alto.
D- Parlami dei tuoi progetti futuri.
R- Sono molti, esiste una gran voglia di cambiare la televisione, io spero di aver dato il via ad una nuova generazione di personaggi televisivi. Perché siamo tutti dei grandi vanesi e dei gran fanfaroni ma, spero che ci sia la volontà di arrivare a qualcosa di concreto. Io voglio rovesciare quest’esperienza, nella mia prossima vita artistica. Vorrei produrre, e questo sarà un progetto a breve scadenza. Vorrei scrivere e fare regia. Penso che la mia faccia abbia r riempito anche troppo lo schermo, mi piacerebbe pensare che la gente possa interessarsi a quello che ho da dire… che sappiano ascoltare le mie parole sia che fossero una secchiata d’amore sia che fossero il trionfo del nulla. Mi piacerebbe che per un certo periodo la gente si dimenticasse del mio volto, ma stesse ad ascoltarmi in silenzio, perché voglio raccontare delle storie, ma non la mia perché quella l’ho raccontata abbastanza sull’isola.-
D- Ti chiedo un parere sul totale ostracismo della Rai verso il Ceccherini dopo il fattaccio della bestemmia in diretta.
R- Da parte della produzione c’è stato un grande interesse verso di lui, conoscevamo già tutti il suo modo di parlare e di porsi. La trasmissione con l’uscita di Massimo stava perdendo di tono, avevano paura per gli ascolti, invece all’improvviso è venuta fuori un’altra isola: senza più trambusti, tormentoni o linguaggi scurrili. Il Ceccherini è una delle persone più buone che abbia mai conosciuto, ma in termini di regolamento ha sbagliato e per questo è stato punito. Ne è scaturita una vera tempesta catodica, ma stiamo attenti, perchè a volte possono essere gli uffici stampa a fare in modo che succeda tutto questo. Massimo è stato l’unico sull’isola che guardandolo negli occhi mi ha commosso, ma purtroppo ci sono persone che pagano un canone e che non vogliono sentire bestemmiare ed allora in Rai hanno ragione, un giorno che non ci sarà più un canone da pagare, molta pubblicità in più, allora si potrà bestemmiare tutte le volte che vorremmo… Purtroppo il Ceccherini ne ha dette tante di bestemmie che poi, per esigenze di audience, sono state tagliate dalla produzione, ma la sua uscita ha scatenato una polemica che al reality ha fatto molto bene, permettendo di vedere l’isola che restava, quella di questi poveracci, perché tutti stavano ad ascoltare Dan Harrow ed il Ceccherini, ma alla fine si sono affezionati agli ultimi naufraghi rimasti sull’isola ed hanno cominciato ad ascoltare i nostri cuori.-
Questo è Luca Calvani, un ragazzo semplice e perbene, un uomo non ancora bruciato dalla fama e dal successo, noi gli auguriamo di conservare questo spirito e non cambiare mai.
Roberto Bruno

Danza orientale

La danza è da sempre considerata, a ragione, una disciplina che dona grazia e bellezza. Questo mese approfondiamo la conoscenza della danza orientale, erroneamente chiamata danza del ventre, come ci spiegherà nella nostra intervista Sofia, insegnante di danza orientale, alla palestra Opplà di Vicchio.
D: Ciao Sofia ,innanzitutto un po’ di storia: quando e dove è nata la danza orientale?
E’ una danza molto antica, nata circa 5000 anni fa in Egitto ed era una sorta di rito spirituale.
D: Rito spirituale, e a chi era dedicato?
Era una danza dedicata alla Dea della Bellezza, della Bontà, della Generosità, della Fertilità, e della Terra per questo i movimenti sono molto belli, eleganti e aggraziati, perché erano dedicati a una dea ,e bisogna sentirsi tali per farli. Inoltre ci sono molti movimenti che aiutano a sviluppare l’elasticità del bacino per favorire la fertilità della donna.
D:E l’uomo in tutto questo che ruolo ha?
L’uomo faceva da accompagnatore a questa danza, anche se ce ne sono altre per gli uomini, come il saydi, o il ballo degli anziani, anche per questo si chiama danza orientale e non del ventre, perché fa parte di un insieme di danze e riti che compongono l’intera danza orientale.
D: Allora perché la chiamano tutti danza del ventre?
E’ stato un uomo del medioevo a chiamarla cosi, un uomo che ha guardato solo il movimento del ventre escludendo tutto il resto. In realtà questa danza muove tutto il corpo, tutti i movimenti servono per mantenere l’elasticità di tutto il corpo e in particolare aiuta molto chi ha problemi di cervicale, scoliosi, schiacciamento delle vertebre e rinforza tantissimo le ginocchia in quanto è quasi tutto basato sui movimenti della spina dorsale e delle ginocchia.
D: Sono movimenti molto difficili?
All’inizio erano semplici, poi si sono evoluti col tempo. Sono movimenti molto rilassati e lenti in realtà, ma ci vuole esercizio per avere il pieno controllo di ogni singola vertebra della spina dorsale e di tutti gli altri arti e muscoli, anche se ci sono movimenti che vengono meglio se ci si lascia andare, se non ci si pensa, come lo scimmy, che consiste in una vibrazione delle ginocchia o delle scapole.
D: La danza per te è professione o passione?
Passione…
D:E quando ti è nata questa passione?
Ce l’ho da sempre, io sono nata ballerina, poi ho studiato per perfezionare la tecnica perché sono movimenti molto difficili da insegnare agli altri.
D: Come ha risposto il Mugello alla proposta della danza orientale?
Molto bene !Quando abbiamo fatto lo stand durante una festa le persone hanno detto: "Finalmente è arrivata anche qui nel Mugello! Altrimenti bisognava andare ancora a Firenze per poter fare un corso di danza orientale.
Giada Barone

venerdì 15 dicembre 2006

mercoledì 13 dicembre 2006

PREMIO DELLA SOLIDARIETA' 2° EDIZIONE IN MEMORIA DI MATER

Saranno due donne, Marcella Fontani governatore della Misericordia di Rufina volontaria da più di vent’anni e Manoela Banti, fiorentina, ma residente a Vicchio, da anni in prima linea per la difesa dei diritti civili dei pellerossa, a ricevere ex-aequo il Premio della Solidarietà 2006, dedicato a Mater, il giovane artista vicchiese recentemente scomparso. Il Premio, ideato dall’Associazione Il Granello di Sale e giunto alla seconda edizione, ha come finalità quella di valorizzare l’opera svolta da persone impegnate nel volontariato, rivolgendosi soprattutto a chi, con umiltà e spirito di servizio, si dedica da anni agli altri senza chiedere nulla in cambio, ma offrendo alla comunità un apporto umano e sociale d’ineguagliabile valore. Quest’anno il premio sarà consegnato a Scarperia, presso l’auditorium della scuola media G. Chini, il 16 dicembre alle ore 16; subito dopo la premiazione avrà luogo uno spettacolo del Gruppo Arcoiris, diretto dal maestro di tamburi a cornice Gianfranco Narracci, che presenterà:” BALLI E CANTI POPOLARI, seguiranno la presentazione del libro “La scatola magica” illustrata da Mater, la lettura dell’omonima fiaba e la premiazione dei bambini che hanno partecipato al gioco “Il segreto della scatola magica”, al quale hanno aderito alcune classi delle scuole elementari del territorio e la LUDOTECA Giocoinventa di Vicchio, gestita da volontari. Una sottoscrizione a premi, con in palio un soggiorno per quattro persone, in una località a scelta del vincitore e tanti ricchi premi, offerti da sponsor della zona, la consegna di gadgets e omaggi per tutti concluderanno il pomeriggio. L’iniziativa è in favore dell’Associazione Il Delphino che si occupa da anni di ragazzi diversabili, per l’acquisto di strumenti musicali da usare per la musicoterapia nella ludoteca che gestisce.
L’ingresso è gratuito.

sabato 2 dicembre 2006

http://legambientetoscana.it

IL TERMOVALORIZZATORE IN VAL DI SIEVE SI FARA’ di Francesca Lippi

Risponde Stefano Gamberi, sindaco di Rufina
Un Kit, un calendario personalizzato, un dizionario dei rifiuti, la raccolta porta a porta, così il Comune di Rufina intende sensibilizzare e coinvolgere i cittadini al problema dello smaltimento dei rifiuti incontrando non poche difficoltà e una certa diffidenza.
Nel numero scorso del giornale abbiamo parlato di termovalorizzatori e della possibilità che a Selvapiana ne fosse installato uno del costo di 70 milioni di euro. Abbiamo parlato con un esponente dell’opposizione di Rufina, contrario all’installazione, oggi spiega le ragioni del sì, il sindaco.
D. –Quali motivi vi hanno portato a scegliere il termovalorizzatore?-
R. “Primo fra tutti lo smaltimento dei rifiuti, una delle problematiche più gravi del nostro pianeta, è una scelta obbligata, noi produciamo 500 kg. di rifiuti a testa in un anno, credo che sia l’unica e vera motivazione che ci conduce al termovalorizzatore. Ad oggi le soluzioni per smaltire i rifiuti sono poche tant’è che ci sono aziende che stanno studiando sistemi per lo smaltimento alternativi, sono intervenuto ad un convegno recentemente dove si parlava di metodi molecolari.”
D. – Ci spiega le ragioni dei sì per questo inceneritore dell’ultima generazione?-
R. “ Intanto precisiamo e correggiamo le inesattezze, il termovalorizzatore sorgerà 3 chilometri sotto la fattoria di Selvapiana senza intaccare le colline dove si produce il Nipozzano. Chi è contrario parla di errore storico, io non lo vedo, perché ogni cosa va inserita nel contesto in cui avviene, ricordiamoci che Rufina, Pontassieve, Pelago, Dicomano fino a qualche anno buttava il sudicio in una frazione di Montebonello, vicino ad un torrente e la sera gli si dava fuoco. L’errore storico no, lo ribadisco, non lo vedo, fu individuata un’aerea vicino a quei comuni e non vi furono grosse opposizioni al proposito. L’inceneritore fu acceso nel 1975 ed adeguato nel 1980 e nuovamente adeguato adesso, il movimento di opposizione vero, reale, è avvenuto solo nell’ultimo anno, dalla sua installazione, prima non c’erano stati pareri negativi, nemmeno all’adozione del piano provinciale che è avvenuto nel 2000. Ricordo che organizzavamo assemblee sul nuovo impianto di termovalorizzazione che risultavano quasi deserte, a mio avviso dovremmo trovare il giusto equilibrio tra l’allarmismo, l’allarme, la verità e qui i media giocano un ruolo importante. Credo che se oggi, nel 2006, avessimo pensato ad un inceneritore dei rifiuti, probabilmente non avremmo scelto quell’aerea lì per costruirlo, perché oggi la situazione è diversa. I rifiuti di qualche anno fa non sono gli stessi di oggi, cito dati banali, oggi Rufina ha 4 classi che per un comune come il nostro non sono poche. Il comune è cresciuto, siamo più di 7000 abitanti, contro i 5000 di qualche anno fa. Il nostro impianto d’incenerimento oggi non brucia tutti i rifiuti che provengono della Val di Sieve, sicuramente non quelli del Valdarno, ne bruciamo una parte soltanto.”
D- Non le sembra eccessivo il costo del termovalorizzatore? Si parla di 70 milioni di euro”.
R. “Innanzitutto sono 30 milioni meno, il costo si aggirerà sui 40 milioni di euro.”
D.- E la polemica intorno il termovalorizzatore di Selvapiana, allora come la spiega.?-
“Intanto bisognerebbe separare il fronte della polemica, un conto è chi è contrario alla termovalorizzazione di cui ho profondo rispetto, perché portatore di un’idea, un conto è il famoso concetto- no nel mio giardino- e questo non lo accetto. Non si può essere stati forze di governo ed aver promosso e diffuso la termovalorizzazione, ricordo che il ministro Mattioli è venuto nella nostra zona e ha detto che, per il governo, il sistema da adottare per lo smaltimento dei rifiuti era la termovalorizzazione e poi fare marcia indietro, da qualche parte certamente questi impianti vanno messi, siano essi discariche o inceneritori, noi ci eravamo informati per un impianto a freddo, ma l’aerea è troppo piccola per accoglierlo; se l’inceneritore verrà fatto e ad oggi il nullaosta burocratico c’è, bisogna pensare ad una forma democratica del controllo dell’impianto stesso, dobbiamo pensare che i cittadini vivono nel territorio quindi dobbiamo sapere cosa entra e cosa esce dai camini, quali sono i rifiuti che saranno smaltiti, controllare i fumi. Dobbiamo lavorare per una cultura dei rifiuti, per la raccolta differenziata e noi ci siamo già mossi in tal senso, con la raccolta porta a porta, gli assessori sono andati nelle case, nei condomini, a spiegare di cosa si trattava, ma abbiamo trovato appena il 30% dei consensi, certo non ci aspettavamo la fanfara, ma una maggiore sensibilità, quella sì. Una signora mi ha detto: porterò il sacchetto in comune. Perché signora? Ho risposto. Il porta a porta le semplificherà la vita. La signora è andata via. C’è molta diffidenza da parte della gente, certo il porta a porta va saputo fare, ma noi ci stiamo provando e certamente abbiamo informato la popolazione, il primo volantino è partito a giugno, abbiamo fatto 700 telefonate, inviato questionari, siamo intervenuti in 50 assemblee condominiali e 9 assemblee in via, consegneremo un kit ad ogni famiglia ed a fine anno arriverà un calendario personalizzato e a tutte le famiglie un dizionario che spiega dove vanno messi i rifiuti. I nostri concittadini sono informatissimi, eppure alcuni ancora dicono di non sapere nulla, noi crediamo, però, che senza la loro partecipazione non si possa ottimizzare la raccolta differenziata ed insistiamo, perché è con la cultura dei rifiuti che ognuno di noi tutela l’ambiente.”

Il mondo produce tanti rifiuti quanto la somma di cereali e acciaio
Il mondo produce rifiuti in quantità di ordine di grandezza più o meno pari a quelle dei cereali (2 miliardi di tonnellate) e dell’acciaio (1 miliardo di tonnellate), secondo quanto affermano l’istituto per le materie prime Cyclope e il “numero due” mondiale della gestione dei rifiuti, Veolia Propreté, in uno studio pubblicato in Francia.
I rifiuti raccolti nel 2004 - precisa la ricerca - erano tra 2,5 e 4 miliardi di tonnellate, di cui 1,2 miliardi di tonnellate di rifiuti comunali civili, i più facili da calcolare; da 1,1 a 1,8 miliardi di rifiuti industriali non pericolosi; e 150 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi (calcolo fatto su una trentina di Paesi). I principali produttori di rifiuti comunali sono Stati Uniti e Europa, con oltre 200 milioni di tonnellate ciascuno; seguito dalla Cina (oltre 170 milioni di tonnellate raccolte). I rifiuti civili negli Stati Uniti ammontano a 700 chilogrammi per abitante per anno; negli agglomerati urbani in India, a meno di 150 kg. Le scorie industriali rappresentano ogni anno 275 milioni di tonnellate negli Stati Uniti e un miliardo di tonnellate in Cina (ma le stime per questo Paese potrebbero essere raddoppiate). Per tale tipo di rifiuti, gli autori della ricerca non hanno considerato la Russia, ritenendo di non poter disporre di dati degni di fede. Il trattamento dei rifiuti al fine di produrre energia si sviluppa di pari passo con l’aumento dei prezzi delle fonti tradizionali. Lo studio calcola che 170 tonnellate di rifiuti comunali inceneriti equivalgono potenzialmente, in termini di energia, a circa 220 milioni di barili di petrolio.